Qualità della vita 2010: il Sud sprofonda.

Il sole 24 Ore

E’ da poco cominciato il 2011, e quello che l’Italia si lascia alle spalle del 2010 non fan ben sperare per il futuro. Un paese pieno di problemi, con una disoccupazione giovanile che avanza, tante tensioni sociali, allontanamento dalla politica e una spaccatura tra nord e sud che diventa sempre più profonda, a dispetto delle tante promosse fatte dalla classe politica per una ripartenza istantanea e determinata del meridione. Così non è stato. E’ possibile evincere questa situazione dall’attuale studio statistico sulla qualità della vita che annualmente viene svolto dal noto giornale di politica ed economia “Il Sole 24 Ore”. Dalla classifica è possibile estrapolare delle informazioni essenziali sullo stato della qualità delle nostre regioni, e quindi dove si vive meglio e dove peggio. Lo studio è stato svolto su sei macro aree: tenore di vita, affari e lavoro, servizi ambiente e salute, ordine pubblico, popolazione, tempo libero. La prima cosa che è possibile vedere è la netta separazione in classifica tra le province del settentrione e quelle del meridione. La prima vera provincia meridionale, se consideriamo Roma e L’Aquila province del centro, è Matera che troviamo alla 67esima posizione. Nelle prime dieci posizioni, nove sono Regioni del Nord, ed una del sud, ma appartenente ad una Regione Autonoma, la Sardegna. Vince la speciale classifica Bolzano, seguita da Trento e Sondrio. Alla nona posizione, come dicevamo, Oristano. Da queste prima dieci posizioni si evince una qualità della vita migliore nelle Regioni Autonome con Statuto Speciale. Il Trentino Alto-Adige con Bolzano e Trento, ha dimostrato una gestione delle risorse pubbliche con un erogazione dei servizi, senza precedenti. Dalle tabelle statistiche si evince nettamente che nelle due province Trentine, la gente vive bene. A seguire nella classifica altre province montane come quella di Sondrio, Aosta, Gorizia, Belluno. Nelle prime dieci città è presente solo una grande metropoli, che è quella di Bologna, che guadagna addirittura cinque posizioni rispetto all’anno precedente, e che si piazza all’ottava posizione. Questa è un’altra informazione importante che deduciamo da questa speciale classifica: nelle metropoli non si vive bene. A parte Bologna, la seconda grande metropoli la troviamo alla 21esima posizione, con Milano, Genova alla 24esima, Venezia alla 46esima, Torino alla 54esima. Di queste, la maggior parte ha perso posizioni rispetto agli anni precedenti, a differenza di Torino che guadagna invece ben 14 posizioni. Brutta discesa per la capitale, che troviamo al 35esimo posto e scende di ben undici posizioni. La capitale sembra pagare gli affitti esorbitanti che vengono chiesti per un piccolo appartamento. Perde punti anche per quando riguarda la pulizia delle strade. Come è stato accennato precedentemente, sembrerebbe che nelle Regioni a statuto speciale, e cioè Valle D’Aosta, Trentino Alto-Adige, Friuli Venezia Giulia e Sardegna, la gestione delle risorse pubbliche sia molto efficiente, e questo fa si che la qualità della vita sia molto alta. In Sardegna delle otto province, quattro si trovano nelle prime 30 posizioni: Oristano nona, Ogliastra, Nuoro e Olbia-Tempio, rispettivamente alla 26esima, 28esima e 30esima posizione. Aosta con la sua unica provincia, rispecchia una gestione attenta ed equilibrata, piazzandosi alla sesta posizione. Il Fiuli Venezia-Giulia, delle sue quattro provincie, ne vede due classificate nelle prime dieci, Trieste e Gorizia, e Udine in quindicesima posizione. L’unica più arretrata Pordenone alla 43esima posizione, ma in salita di ben otto posti. Il Trentino Alto-Adige la fa da padrona con le sue uniche due province, Bolzano e Treno, posizionate rispettivamente in prima e seconda posizione. Delle Regioni a statuto speciale, fanalino di coda la Sicilia che rispecchia i dati di un Sud disastroso. Delle nove province, quella che ha la posizione più alta è Enna che troviamo all’85esima posizione. Dalla posizione novanta, alla centoquattro troviamo le altro otto province. Imbarazzante. Il capoluogo di Regione, Palermo, si assesta addirittura alla 101esima posizione, mentre le altre due città più rappresentative, Catania e Messina, si posizionano rispettivamente alla 99esima e 97esima posizione. Nella classifica sulla qualità, la città che fa da spaccatura tra nord e sud è Alessandria, che risulta essere la città del Settentrione dove si vive peggio, posizionata alla 72esima posizione, il resto delle posizioni sono dedicate al meridione. I capoluoghi di provincia del Molise (Campobasso) e della Basilicata (Potenza) li troviamo rispettivamente, all’80esima e alla 77esima posizione. Disastrose le posizioni delle tre grandi Regioni meridionali, Campania, Puglia e Calabria. Queste tre Regioni, con grandi metropoli come Bari, Napoli, Reggio Calabria, rispecchiano una spaccatura netta che c’è tra le città del nord e del Sud, oltre ad evincere una situazione tesa e difficile che vivono le popolazioni di queste grandi città marittime. Delle cinque province pugliesi, chi sta peggio è Foggia che troviamo alla posizione numero 106esima. Meglio Lecce e Brindisi, rispettivamente alla 83esima e alla 86esima posizione. Male Taranto che troviamo alla centesima posizione, mentre Bari si assesta alla 93esima posizione. La situazione in Calabria non è delle migliori, con le posizioni 82, 88 e 89, riservate a Crotone, Cosenza e Catanzaro, che è anche Capoluogo di Regione. Vibo Valentia la troviamo alla 92esima posizione, mentre la città più rappresentativa della Calabria, Reggio di Calabria, la troviamo alla 103esima posizione, a quattro posti dall’ultima in classifica: Napoli. La città simbolo del Sud Italia, una delle città più antiche dell’Europa Occidentale, una delle città più storiche dell’Europa, la città crocevia di tanti scambi internazionali, la città di immensi artisti ancora oggi ricordati. Oggi Napoli, metropoli del Sud Italia, rappresenta la situazione reale del meridione. Ultimi in classifica. Camorra, microcriminalità, emergenza rifiuti, cattiva gestione dei soldi pubblici, infiltrazioni, inquinamento. Nessuna luce dal futuro. Questo oggi sta pagando questa immensa città e dai risultati è possibile dedurre che il Sud si trova in una totale ed irreversibile emergenza. Potremmo chiamarla anche emergenza umanitaria. Il meridione, lasciato lì in balia del suo destino, in quel mare azzurro e limpido, viene lasciato galleggiare, ferito, si aspetta solo che affondi. Questo è il Sud e la posizione della città più rappresentativa del meridione, Napoli, rispecchia questo naufragio, lento e doloroso.

Il seguente articolo è stato pubblicato sul numero 31 dell’International Post

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2 Responses to “Qualità della vita 2010: il Sud sprofonda.”

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