Il John Collins e la sua versione industrializzata

John Collins ingredienti

Il John Collins è uno dei cinquantuno * cocktail codificato dall’International Bartenders Association (IBA), nella categoria dei long drink, ovvero di quei cocktail che possono essere bevuti a tutte le ore, senza fare troppa distinzione tra il pre-dinner e l’after dinner. Basandoci sugli ingredienti e la sua preparazione, possiamo dire che il john collins è un drink  più adatto ai mesi caldi,  e gli orari più indicati per degustarlo sono quelli pomeridiani e serali, che ci permettono di apprezzare le sue qualità rinfrescanti. Durante le ore serali, se lo beviamo dopo una buona cena, potremo apprezzare anche i suoi effetti digestivi.  L’ingrediente base è un distillato, il gin, che va miscelato con succo di limone, sciroppo di zucchero e soda. Il John Collins è un cocktail abbastanza semplice, sia nella preparazione (di tipo diretta) che nella reperibilità dei suoi ingredienti, che riusciamo a trovare in qualsiasi tipo di supermercato, ma nonostante tutto se lo chiediamo, pochi barman non saranno titubanti dinanzi ad una richiesta del genere. Eppure ricordiamo che è un cocktail internazionale e questo implica che in qualsiasi angolo del mondo, bisogna saperlo preparare secondo la sua ricetta madre. Il motivo di tanto disinteresse intorno a questo buon drink, oltre allo scarso studio, è l’esistenza di una sua versione industrializzata, che noi tutti beviamo il fine settimana: il gin lemon. Se riguardiamo bene gli ingredienti, riusciremo a capire la correlazione tra i due: la ricetta codificata dall’iba ha come base alcoolica il gin, e poi l’aggiunta di succo di limone, sciroppo di zucchero e soda; il gin lemon, ha una base alcoolica che è il gin, e poi l’aggiunta di un miscelato (solitamente industriale), che viene chiamato pre-mix, che altro non è che un mix di succo di limone, zucchero e anidride carbonica (che crea l’effervescenza) e l’aggiunta di conservanti ed altre sostanze industriali. Il processo di industrializzazione, ha toccato tanti settori e tra questi anche quello relativo al bartending, con i suoi pro e contro. Una delle cose più tristi è quella che oggi giorno tutti coloro che si avvicinano a questa professione, diano molte cose per scontato. E’ ritenuto uno dei mestieri più facili del mondo, perché la mentalità che si è creata intorno a questo attività è quella relativa al “basta miscelare qualche ingredienti. Le bottiglie già sono tutte disponibili”, così come avviene per long drink quali, gin lemon, vodka lemon, rum e cola. Ma è anche vero che chi del proprio mestiere non conosce le basi e la storia, resterà pur sempre un mediocre praticone, perché pochi sanno che il gin lemon è la versione industrializzata del john collins, o che il vodka lemon è la versione futurista di un john collins modificato, o che il rum e cola è la ridenominazione brutale, di un cocktail che ha un nome molto più elegante, ed una storia profonda, quale il cuba libre. L’industrializzazione, certo, ha aiutato i barman che lavorano in locali con un’utenza molto alta, ad affrettare le proprie preparazioni, però è anche vero che questa preparazione è divenuta uno standard anche per i locali che pensavano ad un’impronta diversa e si sono ritrovato nel vortice dell’industrializzazione, ed hanno dimenticato il loro obiettivo principale, solo per la voglia dei guadagni facili e veloci a discapito di un servizio sempre peggiore, perché è giusto ricordare che il bar è un posto di aggregazione, di confronto, di tranquillità. Come dissi nel mio post “L’angolo del barman”, chi viene al bar, ha bisogno di liberare la sua mente, di sentirsi rilassato, come se stesse a casa propria, anzi anche meglio, però se al cliente facciamo sentire quel peso della quotidianità, di una società che va a mille all’ora, che non ha mai tempo per niente, come succede in una società industrializzata, abbiamo perso di vista il vero obiettivo di ciò che dovrebbe essere un bar, e nel nostro caso anche un cocktail.

* Precisazioni: il numero relativo ai cocktail internazionali fa riferimento a Sabato 28 Maggio 2011. Sono stati considerati solo le categorie pre dinner, after dinner e long drink, senza considerare i popular cocktail e gli special.

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