Antò, è finito il pallone a Benevento

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E’ inutile che ti scandalizzi del titolo, Antò. E’ inutile che ti impressioni che io la pensi in questo modo, probabilmente in un modo totalmente contrario rispetto ai ventimila presenti allo Stadio Comunale. La penso così e nessuno mi farà cambiare idea.
Il Giorno 30 Aprile 2016, alle ore 19.20 è finito il pallone a Benevento.
E’ finito quel tipo di pallone che tutti noi abbiamo sempre conosciuto e che abbiamo sempre vissuto. Naturalmente chi di più, chi di meno , ma il nostro pallone è finito.
E dico “Nostro” perché oramai erano 87 anni che ci apparteneva: si era fuso con ognuno di noi, e non dico solo i tifosi più agguerriti e sfegatati della strega, o gli occasionali, ma quel pallone si era stampato sulla pelle di ogni singolo sannita, anche quello più lontano alle dinamiche del pallone.
Le triste vicissitudini del Benevento Calcio le conoscevano anche le pietre, e quel destino di quel pallone non ci ha mai abbandonato per 87 anni. Ormai ci apparteneva, lo sentivamo nostro.
Ormai quando si parlava delle vicende calcistiche del Benevento, non si sognava più. Era come se il Benevento appartenesse a quel limbo calcistico della terza divisione, come la chiamano i pioneri delle gradinate giallorosse, la serie C come dice la nostra generazione, o la Lega Pro come sono abituati a dire le nuove generazioni. Anzi, forse non si parlava nemmeno più di calcio, perché quando si parlava del Benevento Calcio era un susseguirsi di leggende, o vicende tecniche, che giustificassero il fatto che eravamo il popolo calcistico del “Mai Una Gioia”.
“sotto al Santa Colomba ci sta seppellita qualche Strega”
“secondo me dobbiamo abbattere lo stadio e farne uno nuovo”
“ritorniamo al Meomartini”
“ci vuole un Presidente beneventano uno che ama il territorio” – “siiii, ma a bnvient’ chi è ten sti sord’?”
E’ finito il pallone a Benevento, Antò. E’ finito quel tipo di pallone. E non ci appartiene più.
E non sto parlando già da presuntuoso che ha visto realizzato il suo sogno e già sente il bisogno di pavoneggiarsi in ambito calcistico sannita. Non so se ti sei accorto che non è cambiata solo la lettera della categoria, ma il modo di fare, il modo di viverla prima e dopo, il modo di reagire.
E’ finito quel tipo di pallone, Antò, cominciando dalla squadra.
Ma li abbiamo visti tutti i nostri giocatori? Non gli è stata riservata nessuna festa da quando è cominciata la marcia trionfale. Non sono mai andati sotto la curva, e né sono stati chiamati a farlo. Vincevano e facevano il loro dovere e non ci siamo messi lì come i cagnolini a fare le feste al padrone che ritorna a casa, ma nel frattempo si sono guadagnati il nostro rispetto, come giocatori e come uomini, che hanno forse per la prima volta nella storia rispettato la nostra terra.
E’ finito quel pallone, Antò, non solo tecnico-calcistico, ma anche in ambito di tifo organizzato.
Ma li hai visti Antò? Hai visto i giorni e le ore precedenti il match, e soprattutto il giorno della partita? Ma li abbiamo visti tutti? Hai visto quella coreografia che bellezza.
Non più come si è abituati a dire goliardicamente “ignoranza galoppante”, ma “intellettualità devastante”. Basta con le iconografie della città, relative a monumenti storici, o guerrieri in uniforme, o streghe volanti.
Ora che è finito il pallone, immagini bellissime di un calcio nostalgico e poi quella scritta al centro, così marcata, netta, nerissima, prepotente: Benevento.
Ed uno striscione lunghissimo che non facesse riferimento alla curva, o alla festa che probabilmente sarebbe arrivata, o riconducibile a giocatori o società, oppure ringraziamenti vari.
No. Nulla di tutto questo.
Una frase lunga, lunghissima, bellissima:

  • NON HO VOGLIA DI CREDERE…CHE DOMANI SARA’ …SARA’ DIVERSO E POI…SI VEDRA’ –

“Non ho voglia di credere”. In queste pochissime parole c’è la sintesi dello stato d’animo dei seguaci del Benevento Calcio, perché non si aveva più voglia di credere. Non c’era più la voglia di credere che il domani potesse essere diverso, e questi magnifici ragazzi hanno avuto la maturità intellettuale di mettere una frase così bella e sincera come striscione principale della partita che ha determinato un nuovo capitolo storico del Benevento Calcio. Ma d’altro canto…
“Sarà diverso e poi si vedrà”. Io per il momento non ho voglia di credere, ma se sarà diverso, poi vedremo. “Po’ vedimm Antò che succed’. Diman’ è natu juorn’ “
Straordinari, che spettacolo.
E poi? E poi la festa in campo.
Antò, è finito il pallone a Benevento. E’ finito. Quel pallone è finito.
Ma come fai a dire che non è finito?
Ma tu le hai viste le maglie dei giocatori, Antò a fine partita? Ma le hai viste?
Non la semplice scritta “Finalmente, serie B”, “Siamo in B”, “B come Benevento”.
No, Antò, niente di tutto ciò! nulla di questa inutile e spicciola banalità.
Antò…”Scusate il ritardo…” tenevano scritto sulle maglie.
Antò…
Massimo Troisi, Antò. Ti rendi conto che è finito il pallone a Benevento? Dopo 87 anni Antò…
Sulla maglia post partita di Benevento – Lecce, la partita che ci ha portato in Serie B, c’era Massimo Troisi Antò..Scusate il Ritardo…
Che Spettacolo. Che genialità. Che Maturità intellettuale.
Non più i soliti stupidi beceri calciatori. Geni. Massimo Troisi sulle maglie della serie B. Immensi.
Antò, perché poi, se vuoi, in quel film ci possiamo trovare centinaia di riferimenti.
Antò, ma la madonna ride o piange? A Benevento oggi ride e insieme a lei ridiamo e festeggiamo tutti noi.
Antò, ma poi te la fai una ragione? Veniamo prima o dopo la Bottiglia?
Prima, dopo, terzo, dopo una cassetta…Quando veniamo?
Io la vedo così: Prima… ed oggi, ma anche domani e per tutto l’anno prossimo ci piace essere Bottiglia…Bottiglia..(ditelo tante volte e vedete come vi inizia a piacere questa cosa).
Ma alla fine? Il riferimento più bello?
“26′ del Primo Tempo il Cesena è passato in vantaggio” – “niente di meno il Napoli che perde a Cesena, a Napoli” – “se continuano così va a fenì che scinnen’ in Serie B”
Invece Antò, noi siamo saliti, non siamo scesi come l’immenso Massimo aveva pronosticato per il suo amato Napoli.
Il Benevento è salito Antò, nella seconda divisione Antò…e forse è l’unico film in cui Massimo pronuncia la parola “Serie B”. Antò, a vist’ come lo dice bene?
E’ finito il pallone a Benevento Antò…è finito!
Quel pallone è finito.
Noi non abbiamo fatto solo il salto di categoria. Ci siamo evoluti.
Per tutti i calciofili di questa città, non c’è solo la Serie B.
E’ cominciata una nuova era.

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