L’angolo del barman

Vista di un bancone da bar

“Il Barman (o bartender) è colui che fa della preparazione di cocktail e della mescita di bevanda alcooliche la sua professione”. Questa è la definizione fornita da wikipedia, ma in rete è possibile trovarne tante di definizione. Il Barman, nello specifico, è l’esperto del food and beverage di un locale commerciale che si occupa di ristorazione, quali un semplice bar, un public house o un ristorante. Il Barman è il conoscitore assoluto di tutto ciò che gira intorno al mondo dei bar: la miscelazione dei liquori, la conoscenza dei distillati, la preparazione dei succhi, la preparazione del locale, l’organizzazione di un buffet, la conoscenza dei vini. Oltre ad un’approfondita conoscenza delle tecniche, il lavoro di bartender richiede ampia dedizione e passione. Chi sta dietro ad un bancone deve avere un carattere aperto ed equilibrato. Il bar è da sempre definito un “posto magico”. E’ il luogo che è in grado di fornire sollievo e ristoro, a chi arriva da una dura settimana, o da una giornata di lavoro, a chi vuole fare quattro chiacchiere con gli amici, a chi vuole semplicemente stare da solo e confrontarsi con i propri pensieri. Il bar diviene per un breve lasso di tempo, il sostituto della casa. Un concetto che può essere ampliato in un modo molto più “elegante”, definendo il bar una sorta di “scappatoia quotidiana” all’interno del quale si trova serenità o allegria, a seconda di ciò che cerchiamo. Sotto questo punto di vista, il bar può essere considerato un’evoluzione dell’atmosfera casalinga; quella casa che risulta il posto migliore dove potersi rifugiarsi, che però a volte diventa monotona, risucchiata nella routine della quotidianità. Ed è all’ora che si “scappa” per trovare quell’atmosfera diversa che ci permetta di allontanarci dai problemi e dagli stress quotidiani, cercando un locale all’interno del quale si possa trovare il giusto mix tra atmosfera casalinga e semplice ospitalità. Ed è per questo che il bar risulta essere un posto magico, elegante, che evolve il concetto casalingo, perché il cliente oltre a trovare quell’atmosfera rilassante di cui ha bisogno, sa di poter trovare difronte a sé una persona che possa scambiare con lui due chiacchiere: il barman, quella figura professionale che viene a mancare nella quotidianità casalinga, ma che ritroviamo in un bar. Chi decide di fare il Barman sa bene che il concetto di “lavoro” supera di gran lunga l’etimologia della parola stessa, perché il bartender non deve solo racchiudere le proprie conoscenze all’interno dei confini professionali, ma deve ampliarle, occupandosi anche delle interazioni tra le persone. Ebbene sì, il Barman deve essere anche un fine psicologo: deve saper ascoltare i suoi clienti, far sentire ognuno a suo proprio agio. Deve capire quando un cliente ha bisogno solo di sfogarsi, o quando ci troviamo difronte qualcuno che vuole una parola di conforto, o semplicemente un consiglio. Il Barman va oltre le rigide regole lavorative che distinguono qualsiasi figura professionale, sfociando in un campo relazionale-comportamentale con i proprio clienti. Questo fa del Barman un lavoro nobile. Ed è per questo motivo che si parla di ambiente evolutivo rispetto alla propria casa. Un ambiente che gli anglosassoni hanno coniato in due parole: public house, appunto casa pubblica, per evidenziarne le caratteristiche accoglienti di una casa, però aperta a tutti. Come sosteneva il poeta brasiliano Vinicius De Moraes, che “la vita è l’arte dell’incontro”, il bar diviene fucina di vita, perché è il luogo d’incontri per eccellenza…e il Barman è il tutore di questo posto affascinante.

Ho deciso di dar vita a questa nuova rubrica, perché l’arte della miscelazione è per me una grande passione. Ho cominciato questo lavoro per caso, nel periodo in cui scappavo dalla “solita quotidianità”. E così mi sono ritrovato a Roma all’interno del “Antico caffè della Pace”, rinomato caffè della capitale. E’ qui che ho avuto l’occasione di conoscere questo stupendo lavoro e soprattutto di avere come maestri dei veri conoscitori dell’arte della miscelazione. Mi hanno trasmesso tutta la loro passione e conoscenza, cercandola di accrescere sempre di più. Il Barman è quel lavoro che ancora oggi è considerato facile e quindi alla portata di tutti. Molte volte si sente la frase:”anche io ho fatto il barman” o “anche io posso essere capace”. Tutti sono capaci di fare qualcosa, se c’è dedizione, passione e voglia di apprendere e la stessa cosa vale per questo nobile lavoro. Tutti riescono a mettere in un tumbler un miscuglio di liquori e succhi, presentandola come una bevanda, ma solo chi è preparato ed ha passione riesce a miscelarti le giuste dosi per presentarti un cocktail. L’arte dei dettagli, di far sentire il cliente a proprio agio, di capirne i gusti e di fargli passare una serata piacevole: queste sono le giuste caratteristiche che distinguono un barman…tutto il resto è passione.

Note bibliografiche: Professione Barman – Demetra S.r.l.

Category: L'angolo del Barman | Tags: , , , , , , , 2 comments »

2 Responses to “L’angolo del barman”

  1. Il John Collins e la sua versione industrializzata | Vincenzo Romano's wide web - Geekrov

    […] che il bar è un posto di aggregazione, di confronto, di tranquillità. Come dissi nel mio post “L’angolo del barman”, chi viene al bar, ha bisogno di liberare la sua mente, di sentirsi rilassato, come se stesse a […]

  2. Il John Collins e la sua versione industrializzata | Vincenzo Romano's wide web - Geekrov

    […] che il bar è un posto di aggregazione, di confronto, di tranquillità. Come dissi nel mio post “L’angolo del barman”, chi viene al bar, ha bisogno di liberare la sua mente, di sentirsi rilassato, come se stesse a […]


Leave a Reply



Back to top